- Valerio Mariani (1969)
- Antonio Oberti - Carlo Savini - Gianni Franceschetti - Enrico Carini - Mario Di Cara (2004)
- Margherita Faes (2006)
- Stefano Leonardi (2007)
- G. Tedaldi (2007)
- Saccone-Iozzino (2007)
- Marco Ciapetti (2007)
- Gian Marco Venturi (2007)
Associazione Regionale
FAMIGLIA TRENTINA
in Roma
Prof. B. Caviola
Presidente dal 2005
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Bio - topic
Bruno Caviola, nato a Roma il 31 ottobre 1937, vive e opera in viale di Castel Porziano n. 463. Ha ottenuto il diploma di maestro d'arte presso l'Istituto Statale d'Arte di Roma ne1 1956; il diploma di laurea architetto scenografo presso l'Accademia di Belle Arti di Roma nel 1960; diploma di laurea Accademia di Belle Arti di Roma, sezione pittura nel 1965; Accademia di Francia, Villa Medici, Roma «Scuola del nudo» nel 1962. Alunno di Alberto Ziveri, Pericle Fazzini, Alberto Gerardi, Colla, Mino Maccari, Pippo Rizzo, Manlio Sarra, ecc.
Docente di disegno per il Ministero della Pubblica Istruzione. Ha iniziato giovane l'attività di operatore d'arte, dando precedenza e passione alla pittura, sempre rigoroso e teso a ricercare autonomie di stile. Si è così via via maturato in scelte decisamente introspettive. Una lunga tematica umana accompagnata dalla natura floreale, non come gioiosa esplosione botanica, ma come recupero di quei fiori gettati dall'uomo nella pattumiera perche finiti e offerti a perenne ri cordo dei posteri.
Momenti intimi quindi: per anni il lavoro pittorico si è arricchito di esperienze. Molto schivo per natura propria il Caviola ha partecipato a mostre e organizzate personali solo su forti stimolazioni di amici ed estimatori. I maestri d'arte con cui entrò in contatto come studente e come collega poi gli hanno infuso un amore per il lavoro e la modestia di imporre il proprio io agli altri senza forzature, senza arroganza.
Il pensiero culturale si è fatto via via più decantato, mai dimenticando l'uomo come espressione fulgida e costruttiva dei suoi stessi contrasti. All'inizio di ogni opera l'artista sa solo vagamente cosa vorrà ottenere, ma giunto al magico momento di dire basta al proprio avanzare sarà appagato di ciò che ha raggiunto ma non svuotato, che già un'altra opera avanza nella mente e le mani fremono per ricominciare.